molti viaggi a Firenze , avevamo il nostro muretto speciale , dopo aver preso il caffè andavamo li ogni due settimane eramamo li , Massimo, cominciò a sussurarmi parole doldi e i vidi i suoi occhi cambiare .Era il mio Massimo ora. Di me sapeva tutto , e non gli interessava , una volta mi disse ;”se hai una malattia non è colpa tua” ….ma le cose non andarono proprio così quando mi chiese la separazione ,forse quelle parole le aveva dimenticate , non voleva stare più' con me ad una donna malata e me lo disse . Anche se gli anni passati assieme furono bellissimi ,dopo il matrimonio l'influenza dei genitori determinarono tutto . I primi tre anni di fidanzamento mi fece conoscere i suoi genitori , inizializzante li trovai simpatici fin quando , chiamai Massimo con il gesto della mano e il padre me la girò , la cosa che mi turbò di più' fu il silenzio della moglie, eppure da donna doveva dire qualcosa almeno per solidarietà femmine .. “Si è permesso ora le conviene non fare più' un gesto simile !”Quell'atteggiamento doveva farmi capire tanto ma si sa l'amore a cieco è sordo non vuole intuire nulla di sbagliato purtroppo, quando tornavo a Roma dal veneto solo ad una persona raccontavo tutto era la mia amica Grazia, la quale non era convinta di questo matrimonio , era l'unica persona che mi diceva le cose erano , non faceva tanti giri di parole , mi diceva semplicemente quello che pensava ,che poi dopo anni si sarebbe realizzato. Ma io testarda lo amavo , lo amai specialmente quando fece un gesto speciale per me , il giorno di natale lo festeggiò a casa , con mia madre e mio padre, per me vedere il quarto piatto a tavola mi sentii quasi soffocare , cominciai a piangere , tornai di nuovo in camera piangendo , ecco lui che tira fuori degli orecchini rosa e mi disse ;”e il tuo regalo di natale” fu la tenerezza che ebbe in quell'istante di tristezza. Io facevo su e giù da Roma Venezia mi faceva vedere tutto ,non sono mai salita su di una gondola è vero ho preso il vaporetto , ho visto vecchiette correre per salirci su . Mi portò a Burano e a Murano delle isole meravigliose , quasi sconosciute in Italia, purtroppo … Un giorno dopo due anni anni di fidanzamento mi fece una sorpresa . Mi portò a Santa Maria , in montagna, in uno senhal talmente bello che da li non non volevi pipì andare via . Alla mia destra c'era un campanile di colore , con la punta colore arancione , una signora simpatica ci aveva accolti , ci fece vedere la stanza ...e io mi domandavo “perché tutto questo romanticismo? Non avevo capito ancora che li , Massimo mi chiedeva di sposarlo !!! Andammo a fare colazione ci accolse sempre quella donnina simpatica . Era vestita di celeste sembrava una tirolese , si avvicinò a me e mi disse “ signora ovetto” me lo feci ripete più di una volta da allora la chiamammo la signora ovetto . Dai massimo non via ? “Ti ricordi che hai la laurea di tuo cugino , ti hanno telefonato?” “Non puoi mancare , se fosse per me rimarrei, sai che amo la montagna ma non puoi !” Sembrava la mia coscienza che parlava , troppo razionale , io non lo ero, ero impulsiva ed estroversa , “ Io no , non lo ero!” Passarono un po' di mesi quando io e Massimo andammo dai suoi genitori ad annunciare ilnostro matrimonio , la madre appoggiata alla cucina ci rispose “se vuole lui” il padre aggrappato alla porta non proferì parola, e io dissi .”non siete felici vedo ma ,siamo felici noi !” vedo signora che vuole solo la felicità di suo figlio , la felicità è di entrambi . Non aerarono cordiali come i genitori di Ezio ragazzo siciliano che dovevo sposare , loro vennero a conoscere mio padre usanza siciliano senza il suo benestare nulla si poteva fare. Ezio mi fece una sorpresa , che non scorderò mai , affittò un locale tutto per noi , con noi , con tanto di chef che preparava le pietanze e le portava al piano di sopra dove vi era un pianista . Fu una una bella sorpresa , ma io non amavo tutto quel lusso bello sì ma io amavo la semplicità. Andammo a prenotare la chiesa più' bella e pii' grande del paese la Chiesa Madre ,ma tornata a Roma ecco mi assalirono i dubbi , non sapevo neanche io il motivo io ero semplice avevo appena ventitreenni forse l'età mi rendeva dubbiosa ,avere al dito un anello di cartiè pesava e tanto . In camera con Filippo ;” lo lascio!” E lui “perché?” “Non fa per me “ “Maria guarda che te ne penti!” Alzai il telefono e glielo dissi , anche lui aveva la stessa intenzione , ecco perché fu per me più' facile! Quella situazione era differente rispetto , agli undici anni passati con Massimo i suoi genitori erano arrivati al punto di odiarmi , solo perché lo avevo sposato. Il quindici ottobre mi sposai , non guardavo altro che lui , nel suo abito nuziale mi attendeva all'altare , mia madre , quando mi vide vestita da sposa aveva un viso orgoglioso . L'unica persa che manca purtroppo era mio fratello sarebbe stato bello averlo accanto. Salì in veneto dopo un po' , volli conoscere il quartiere , andavo in una via .in altra, fin quando non mi imbatto in un negozio , molto bello .che vendeva lampadari, entai tranquillamene ,li osservai , e come se quel negozio mi avesse chiamato. “signora desidera?” “osservavo , sono belli come quelli che ha mia suocera !” “chi è sua suocera magari la conosco!” “Si chiama B,” “ Mi dispiace per lei “ “Suo suocero è amico di mio marito lavorano assieme” “Mi dica “ “No signora lasci stare “ “Rimane fra noi signora ,( la classica promessa di pulcinella) “Suo suocero ha detto ,ma non lo dica ,che ha trovato una nuova nuora stronza !” “non gli dico nulla !!”( in cuor era esploso dalla rabbia ...e dicevo ora facciamo i conti!
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